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Tutte le strade portano a una canzone. Considerazioni e storie non sempre reali legate all’ascolto di un brano musicale.

È una canzone o una ossessione?

Un Monoporzione dedicato ad Augusto Daolio

É allo stesso tempo il genere musicale più amato e odiato al mondo. Manco a dirlo è il Reggaeton.

Ognuno crea le proprie classifiche, anche le più impensate.

Fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e in mezzo al mare ci sta un’isola.

Le recensioni musicali praticamente non esistono più. Dopo che per quarant’anni hanno dato da lavorare a migliaia di giornalisti, ora sono scomparse. Forse dovremmo raccontare la musica in maniera differente.

C’è posto per tutti nel mondo dell’arte e della musica, anche per gli stonati. A patto che ognuno sia in grado di vedere questi limiti e che, per i più in gamba, sia possibile trasformarli in pregi.

Quando siamo particolarmente sotto pressione (non mi riferisco solo alle questioni di lavoro), anche il più semplice degli svaghi ci sembra quasi impossibile. Tre minuti di evasione possono essere comunque utili.

Cosa non si combina per essere attraenti. E quanto sfioriamo la ridicolaggine quando insistiamo nel cercare di esserlo ad ogni costo. Non tutti possono sentirsi sicuri come dei Ganzi

Comunicare uno stato di solitudine non è cosa facile. O perlomeno non è facile farlo con sincerità e senza sprecare parole vuote. Un buon utilizzo dell’ironia può certamente facilitarci il compito.

Scoprire che esistono linguaggi espressivi differenti da ciò a cui siamo abituati è una gran bella sorpresa. Significa probabilmente che qualcosa dentro di noi sta cambiando.

Anche se apparentemente possono sembrare frivole e superficiali, anche se raccontano di storielle inutili e prive di risvolti sociali o cerebrali, anche se le conoscono tutti, non si possono non amare.

Non è sempre necessario tradurre tutto in parole. Le cose si possono comunicare in tanti modi diversi, anche semplicemente attraverso i suoni. E la voce sostanzialmente è un suono

Se vuoi veramente dare il massimo non devi pensare di mostrarlo a tutti i costi. Se intendi spremerti fino all’ultima goccia di sudore per far intendere cosa vuoi dire, devi solamente essere te stesso

Con i racconti di un pianista novantenne siamo entrati nelle sale dei nazisti, dove comunque il suono americano la faceva da padrone

Un signor nessuno di nome Lee, ha scritto alcune memorabili pagine della musica, e forse nemmeno a lui interessava diventare famoso.

C’è chi pensa, superficialmente, che i suoni digitali appiattiscano la creatività. Non sono d’accordo, anche se qualche volta pure io lo penso.

La genesi di un’opera creativa è spesso casuale, o quantomeno dovrebbe seguire un’ispirazione non troppo ragionata; come in questo caso.

È una canzone o una ossessione?